
Quello che non ti hanno mai detto sui rischi della corsa.
Sono anni che corro (senza pretese agonistiche) e correndo mi sono reso conto di molti aspetti importanti di questa attività. Dopo anni di allenamenti, programmi e prove su me stesso per migliorare ho raccolto delle considerazioni che voglio condividere con te.
Il desiderio di conoscere ed essere in armonia con quello che ci circonda è lo spirito che mi anima da venti anni a questa parte anche nella mia professione e che mi porta continuamente alla ricerca e allo studio, in questo contesto potremmo fare un pezzo di strada insieme!
In tre articoli approfondiremo la corsa e cosa ci spinge a correre.
Così facendo ti aiuterò a capire perché arrivano dolori, problemi e insuccessi per poi regalarti i segreti del correre libero, sempre che ti piace correre e sei portato alla corsa.
Nel 90% dei corridori la corsa serve per cambiare il proprio fisico, perché non si piace allo specchio.
Ti sei mai chiesto perché tu corri?
Corri perché devi?
Perché ti vuoi confrontare?
O perché ti piace?
Correre per dovere è frustrante.
Correre per dover “scappare” può essere una salvezza come una sofferenza.
In genere abbinare il dover “fare” con il dover “essere” è rischioso. Dover correre per dover essere più prestanti o più belli può distrarti dal chi sei veramente.
Se sei nato FIAT non puoi morire FERRARI!
Quasi tutti possono correre, molti per pochi metri, pochi per 42 km, non tutti miglioreranno i tempi. Tutti o quasi passeranno per dolori di ogni genere.
Perché?
Perché non conosciamo il nostro corpo, non lo sappiamo usare ne tanto meno lo ascoltiamo. In più quasi sempre, non siamo in armonia con noi stessi e vogliamo mostrarci migliori di quello che in realtà siamo.
Mi spiego meglio: viviamo nell’era dell’eterna giovinezza e se non rispecchiamo i canoni non ci accettiamo, non ci sentiamo all’altezza perché il mondo di oggi ci vuole eternamente giovani, belli
e prestanti. Se applichiamo questo principio al mondo animale dovremmo definire brutti elefanti, ippopotami e balene, mentre definiremo belli leoni, zebre e delfini. Penso sia assurdo, Madre Natura ci ha voluto diversi perché ogni essere vivente è unico, bellezza compresa.
Se ti senti ancora più brutto dopo questi pensieri sappi che non migliorerai ne correndone con le migliori creme del mondo.
Non ti è mai capitato di vedere donne artefatte dalla chirurgia estetica, veri e propri mostri.
Loro hanno creduto alle bugie, vuoi anche tu questo?
Allora sospendi la lettura, cerca altro, questo non fa per te.
Molto meglio invecchiare in armonia, che con le labbra da gommista.
Invece se sarai onesto con te stesso potrai avere una vita migliore, con molti meno problemi.
Sempre più persone vogliono correre, perché?
Perché non si accettano, e se anche tu pensi che con la corsa dimagrisci e quindi sarai più bello o bella che sia, fai attenzione a come lo farai perché puoi annullare quella volontà che ti spinge a leggere questo articolo e iniziare a muovere il culo, che rimane una cosa consigliata tra quelle che ti fanno avere una vita migliore, il segreto è scoprire come.
Bene, ora ti dico qual’è la mia esperienza in materia:
1° sappi che solo pochi di quelli che vedi correre oggi continueranno per i prossimi anni.
2° sappi che sono molti di più quelli che hanno smesso perché l’esperienza è stata frustrante.
3° sappi che molti di quelli che si sono dimagriti con la corsa e ancora corrono sono più brutti di quando erano in sovrappeso.
4° sappi che quelli che corrono non hanno affatto una bella cera, non garantirei per la loro salute.
5° sappi che se vuoi essere in forma nel fisico e nella salute la corsa non è indispensabile.
Però, se vuoi avviarti alla corsa per la prima volta o tornare a correre dopo anni di inattività o dopo aver sospeso per dolori e problemi fisici sappi che posso aiutarti, garantisco con oltre 20 anni di
professione in qualità di fisioterapista osteopata.
Continua e scoprirai nel prossimo articolo.
Corri per la competizione?
Non mi venire a dire che fai le gare perché ti piace, non ci credo e se sei uno di quelli che fai buoni tempi non mi venire a dire che le gare sono per quelli che vanno forte, è una scusa, anche tu corri
perché non ti piaci.
Il confronto nella corsa può essere valido quando serve a conoscere se stessi, i propri limiti e l’altro, la competizione può aiutarci in questo. In genere questo aspetto è legato a una fase della nostra vita, la gioventù. Questo non vuol dire che non possiamo gareggiare anche da adulti o addirittura da anziani, l’importante è che sia sempre una forma di scoperta di se stessi, delle proprie possibilità e dello spazio che ci circonda, non di una realizzazione.
Se sei un corridore che ha bisogno di parlare dei propri risultati, di stabilire una graduatoria, per sapere dove ti trovi, significa che sei proiettato al risultato esterno. La mia speranza è invece che ognuno di noi possa sapere chi è e dove si trova a prescindere da tempi e dalle graduatorie. La grande musica non è stata creata per le classifiche di vendita. Per certi aspetti la musica e la corsa, sono simili. Non tutti i giorni vogliamo ascoltare un genere o quel particolare brano se non lo sentiamo nelle nostre corde. Così dovrebbe essere la corsa: scegliere quale sia la velocità, il percorso, la durata volta per volta in base al desiderio di ognuno di noi in quel momento. Questo è il vero traguardo.
Il corridore competitivo si distingue dagli altri perché non si permette di riposare, di cambiare, è uno specialista di corsa e costanza.
Questo è il primo di una serie di articoli dedicati alla corsa. I restanti li trovi qui e qui.